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Tradizione ceramica
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Manufatti ceramici del IV-III secolo a.C.
Manufatti ceramici del IV-III secolo a.C.
Manufatti ceramici del IV-III secolo a.C.
Il territorio di Calitri, ricco di argille di ottima qualità e plasticità, ebbe fin dai tempi più antichi (sono stati ritrovati manufatti in ceramica risalenti al IV e III secolo a.C.) un ceto abbastanza numeroso, specializzato nell'arte della ceramica.
Dopo la conquista di buona parte dell'Italia meridionale - nell'867 - da parte dei bizantini, sorsero monasteri greci che ben presto entrarono in contatto con quelli benedettini: i bizantini, fra le altre cose, introdussero sul territorio l'arte della lavorazione della ceramica.
Particolare diffusione conobbe la tecnica della "mezza maiolica" o "faenza ingobbiata", consistente nel rivestire di vetro piombifero oggetti precedentemente ricoperti da un ingobbio (terra bianca), decorati a graffito e successivamente ricoperti da una cristallina lucida.
Di recente nel territorio calitrano, proprio dove un tempo sorgevano monasteri benedettini (in località San Zaccaria e Santa Maria in Elce) oltre che nei locali del Castello, sono stati rinvenuti alcuni "cocci" o testimonianze di "mezza maiolica" risalenti al 1200-1300.
Tuttavia, la prima testimonianza documentale relativa alla presenza di un'attività fornaciaia in Calitri risale al sec. XVI; nel 1688 è documentata l'esistenza di una fornace in zona Posterla, e, nel 1737, di complessivamente due fornaci nel territorio calitrano.
Via "dei Faenzari" deve il suo nome alla presenza di artigiani che, nel '600, sarebbero venuti, grazie all'interessamento di un vescovo, da Faenza.
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Manufatti odierni
Manufatti ceramici del IV-III secolo a.C. (a lato) ed odierni