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Il terremoto del 1910
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Piazza della Repubblica (all'epoca Umberto I) come si presentava dopo il terremoto del 1910
Piazza della Repubblica (all'epoca Umberto I) come si presentava dopo il terremoto del 1910
calitri tradizioni
Nella giornata del 6 giugno, in Irpinia fu avvertita una lieve scossa che non destò preoccupazioni e non causò alcun danno.
In quella successiva invece il sisma, con epicentro a Calitri, fece registare circa 40 vittime. Gravi i danni all'abitato, quasi integralmente lesionato, che subì anche il crollo di circa il 30% delle case.
Il terremoto non interessò solo Calitri; anche in altre 40 località dell’Irpinia, la scossa causò lesioni, fenditure, caduta di cornicioni e di muri. Il sisma fu avvertito anche a Napoli, in Puglia, in Sicilia e fino al confine meridionale del Lazio e dell'Abruzzo. Si verificarono inoltre frane, ed avarie alla rete stradale ed a quella idrica, in molti fiumi e sorgenti fu altresì notato l’intorbidamento delle acque ed una riduzione della loro portata.
Complessivamente risultarono danneggiati 53 comuni, di cui 41 in provincia di Avellino e 12 in provincia di Potenza.
A seguito delle richieste di aiuto inoltrate dal prefetto di Avellino, confluirono a Calitri i carabinieri di Sant'Angelo dei Lombardi.
Seguirono, gli uomini della brigata Cagliari, di stanza a Salerno, che inviò in soccorso delle popolazioni il 63° fanteria; i suoi tre battaglioni, operarono a Bagnoli Irpino, Sala Consilina, Bisaccia, Calitri, S. Andrea di Conza, Ariano di Puglia, Fontanarosa, ed a S. Angelo dei Lombardi. Il 1° battaglione del 64° fanteria invece fu integralmente utilizzato a Calitri.
Sempre a Calitri, nella stessa giornata del 7 giugno, altre squadre di volontari provenienti da Lioni, da Montella, da Avellino, da Napoli e da altre località limitrofe.

I primi interventi di natura sanitaria furono poi prestati direttamente sul posto da clinici locali. Materiali di soccorso giunsero successivamente con un treno della Croce Rossa Italiana insieme a medici, infermieri ed ospedali da campo.