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Specifiche
urbanistico-architettoniche |
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Calitri
negli anni '50 |
| calitri
tradizioni |
| I
materiali usati sono quelli reperiti sul posto: la pietra, i mattoni,
il legno, i sassi ed i ciottoli di fiume, tenuti insieme da una
particolare malta, molto resistente anche all'umidità degli
ambienti sotterranei, costituita da pozzolana e arenaria proveniente
dalle stesse pendici della collina. |
| Usata
anche negli intonaci, essa dà alle pareti una colorazione
giallastra che si integra perfettamente nell'ambiente circostante. |
| E'
importante considerare, nell'analisi più particolareggiata
delle tecnologie edilizie, che il tessuto edilizio di buona parte
del centro storico è il risultato di una lunga serie di grosse
ristrutturazioni edilizie ed urbanistiche, con conseguenti contaminazioni
stilistiche e tipologiche, successive ai numerosi terremoti avvenuti
nel corso dei secoli, in particolare quelli del 1694 e del 1910. |
| Il
crollo completo del castello nel 1694 comportò, infatti,
la conseguente costruzione di edifici sulle rovine con modifica
dei lotti e dei tracciati viari dettata da motivazioni contingenti. |
| Le
stesse pietre del castello, tuttavia, vendute a lotti ai privati
cittadini, servirono alla ricomposizione del tessuto edilizio dell'area;
analogo fenomeno è registrato dopo il terremoto del 1910. |
| Sicuramente
i piani bassi delle case lungo la via Castello e Vico III Castello
conservano le pietre più antiche e le strutture meno alterate,
spesso però fino all'altezza di pochi metri. |
| Le
fondazioni sono basate direttamente su grossi massi di conglomerati
(murg'), livellate con muratura di
pietrame parzialmente squadrato o semplicemente sbozzato, e tenuti
insieme da una malta resistentissima a base di pozzolana e sabbia
di provenienza locale. |
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