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San Canio
San Canio
San Canio
Dopo un certo tempo, il beato Elpidio, quando ormai la persecuzione contro i cristiani era terminata, verso la sesta ora di notte, ebbe la visione di un angelo di Dio, che portava l'anima di Canio (gli fu detto espressamente dall'angelo) come una colomba.
Allora Elpidio, recatosi sul sepolcro di Canio, avviò la costruzione di una chiesa proprio al di sopra di esso.
Passarono così molti secoli, durante i quali la fede cristiana nella città di Atella cominciò a venir meno; cominciò un periodo di decadenza, durante il quale anche il culto del Santo si affievolì.
Era questa la situazione allorché, nell'anno 799, Leone, vescovo della cittadina lucana di Acerenza, volle intraprendere un pellegrinaggio nei Luoghi Santi, allo scopo fra l'altro di individuare un degno patrono per la sua città.
Pervenne, dunque, anche alla città di Atella, dove, trafugando il sacro corpo di Canio, si affrettò a rientrare con esso nella propria sede episcopale, dando subito il via alla costruzione di una basilica in onore del Santo.
Il vescovo Leone partì finalmente per vedere la Gerusalemme terrena, senza sapere che la provvidenza gli aveva riservato un destino diverso.
Infatti, giunto a luliana - la città di S. Canio - ebbe una visione: vide la Gerusalemme celeste, regno della vera pace dell'anima, e la gloria dei Santi cui avrebbe egli stesso partecipato.
Quanto alla Gerusalemme terrena, Leone non fece in tempo a vederla, poiché proprio nella città di luliana morì: proprio colui che aveva preso il corpo di Canio e l'aveva portato nella propria sede episcopale, era poi andato a morire nella sede episcopale di Canio, scambiandosi così il patrocinio sulle rispettive città.
Secondo la tradizione, i calitrani avrebbero eletto San Canio patrono durante il trasporto del corpo del martire da Atella ad Acerenza.
Al passaggio del sacro corteo nei paraggi di Calitri (in contrada Limunti), l'urna - poggiata durante una sosta sopra una grossa pietra (ancor oggi denominata preta r' Sant' Canij', cioè "pietra di San Canio") - avrebbe fatto miracolosamente suonare le campane delle chiese di Calitri.
La moderna critica storica ritiene che la traslazione del corpo di San Canio sia avvenuta circa trecento anni dopo la data tradizionalmente indicata (il secolo VIII), cioè attorno alla seconda metà del secolo XI, adducendo valide e più ampie motivazioni di carattere storico-religioso.