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Processione
del''Immacolata Concezione del 1956
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| calitri
tradizioni |
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che la statua uscisse dalla chiesa c'era sempre qualcuno che chiedeva
qualche grazia particolare; in genere i sordomuti, inginocchiati
insieme ai parenti più prossimi, gridavano piangendo e percuotendosi
il petto. |
| Dopo
questa parentesi aveva inizio la processione. |
| Aprivano
il corteo un gruppo di ragazzi con mozzetta (corta mantellina con
piccolo cappuccio, chiusa sul davanti da una fila di bottoni assai
ravvicinati), che avanzavano scampanellando; seguivano le confraternite
con i loro palij' (vessilli) spiegati
al vento ed i rispettivi confratelli. |
Dopo,
venivano le portatrici dei m'zzett'
,
quindi il clero con a capo l'arciprete, poi la statua del santo,
portata a spalla da confratelli; seguiva il complesso bandistico,
e, per ultimo, una fiumana di popolo: avanti gli uomini e dietro
le donne. |
| Le
ragazze gareggiavano fra loro per il "m'zzett'" più
bello; esse in genere indossavano un vestito uniforme, con i capelli
sciolti sulle spalle: cercavano così di attrarre l'altrui
attenzione. |
| La
processione, infatti, costituiva una ghiotta occasione per farsi
notare, dato che era nel complesso difficile avere contatti con
i ragazzi. |
| La
processione si snodava per le vie del paese lentamente, e, data
la ripidità delle strade, che spesso venivano cosparse con
petali di fiori, era molto faticosa. |
| Spesso,
in corrispondenza dei crocicchi, venivano sparati botti e tracchi,
salutando festosamente il santo. |
| Al
passaggio del santo, partivano le richieste di aiuto, di protezione,
di conforto, oppure il caloroso e sentito ringraziamento per le
grazie ricevute. |
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