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Preti d'un tempo
avanti
Preti degli anni '60 (Don R. Gentile, Don M. Malanga)
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Don Gaetano Ricciardi: andava in campagna a San Berardino a fare incetta di mar'quun' (lumaconi), di cui era ghiotto, e celebrava la messa con i lumaconi ancora in tasca, così che essi fuoriuscivano dalle tasche.
Durante la messa in latino, diceva – in dialetto – al custode del cimitero Ess'n' i mar'quun', piglia e accuoglij' ("I lumaconi scappano, fai attenzione e prendili").
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Don Antonio Rossi (forestiero): invaghitosi della figlia di Pirlingò, ragazza seria e morigerata, la pressava con richieste di appuntamenti, così che la ragazza cominciò a non andare più a messa.
I fratelli, insospettiti dalla vita eccessivamente ritirata della giovane, le chiesero spiegazioni, e – venuti a conoscenza della situazione – le consigliarono di fissare col prete un appuntamento, cui si presentarono anche loro, picchiandolo a sangue.
I sacerdoti e gli uomini di chiesa in generale – in una società che faceva della religione il fulcro della vita civile e sociale – sono stati da sempre oggetto di attenzione quasi ossessiva da parte dei calitrani.
I preti (in alcuni periodi a Calitri ce n'erano più di trenta) erano sotto i riflettori dell'intero paese, che ne conosceva – o pretendeva di conoscerne – a fondo vizi e virtù, esponendoli non di rado a critiche e pettegolezzi.
Lo spaccato che segue – il quale non pretende di essere incontrovertibile né esaustivo (pertanto non si prendano per oro colato quelle che sono semplici voci di popolo!) – è relativo ai sacerdoti che operarono a Calitri a partire dai primi anni del '900.
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Don Raffaele Nicolais: si diceva che avesse l'amante (una certa Maria Rosa) la quale, mentre lui suonava l'organo, soleva guardarlo con interesse.
Da ciò, nacque una nota filastrocca:
Maria Rosa, Maria Rosa
'nda la chiesia nn' è cosa!
Quann' sciam' a lu casin'
Facim' cche b'lim'.
Maria Rosa, Maria Rosa
in chiesa non è il caso!
Quando andiamo nella stalla
facciamo quel che ci pare.
Se qualche donna gli chiedeva di dir Messa in suffragio dei propri cari e sapeva delle precarie condizioni economiche della persona, diceva: "Cummà, con i soldi che mi dovresti, vai alla chianca (macelleria), comprati la carne tanto la Messa vale lo stesso".
Se, invece, la richiesta proveniva da benestanti, diceva "Fate voi", e accettava il compenso in busta chiusa.
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Processione degli anni '50
Sopra: processione degli anni '50; in alto: preti degli anni '60 (Don R. Gentile, Don M. Malanga)