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di A. Marco Del Cogliano
Nu' P'nzier'
n° 137 - 23 novembre 2013
(rubrica di riflessioni ed opinioni sul vecchio e nuovo mondo calitrano)
Fiori al tramonto
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calitri tradizioni

IL BACO E LA FARFALLA

Così vai via.

Me lo aspettavo, da un po’; il corpo cristallo fragile e la mente – impeccabile fino allora – ad inseguire le ombre del dubbio, slavando i vincoli del tempo, sinchè dì e notte perdessero senso.

Ti ho immaginata spesso; ho provato a seguire i voli dei tuoi pensieri mentre le labbra tacevano e le palpebre pesanti si chiudevano, mentre in un guscio raggrinzito e stremato, non più tuo, l’anima si dibatteva, anelando alla quiete del Cielo.

Ho pensato a quanto inasprisca la vita il perdere un figlio, e si diventi coriacei e si tenti di soffocare i fiotti di tenerezza che nei momenti significativi delle nostre esistenze pur trapelavano.
Ricordo quando tenendo le mie mani di uomo nelle tue sottili, chiedevi della mia vita, di quanto fossi felice… e mi porto dentro il senso pratico, la religiosità quotidiana, l’umorismo e la saggezza di te che hai vissuto semplicemente, senz’altro volere, perché era giusto così.
Da giorni eravamo più vicini, sentivo che mi cercavi insistentemente, che ancora volevi posare su me quel tuo sguardo divinatorio, e benedirmi un’ultima volta in questo mio residuo transito terreno.
Or che il baco è diventato farfalla, ti ricorderò sempre com’eri, nei giorni, mesi, anni che hai voluto dedicarmi: bella senza fine.
Vienimi allora in sogno, perchè il nostro non sia uno smodato, irreparabile addio…