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Mulini, frantoi, pastificio
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Contadini che "ventilano" il grano
Contadini che "ventilano" il grano
Calitri era ricca di mulini (m'lin') - ove si macinava il grano per ricavarne farina - e frantoi (trappit') - ove si macinavano le olive per ricavarne diverse qualità di olio.
Rilevanza particolare merita al'attività di un pastificio, che operò nella zona di largo S. Berardino, e di cui ancora resta memoria nella toponomastica orale.
calitri tradizioni
MULINI
la Cooperativa (alla Croce)
Sant' Vardin' (in Largo S. Beradino), detto anche Del Franco

la Cant'nata (nei pressi della Stazione FS)

calitri tradizioni
FRANTOI
ron Cicc' Papa (vicino alla chiesa della Madonna delle Grazie)
Mast' Rocck' (in via F. de Sanctis)
C'r'm'niegghij' (in via Tozzoli)
Briuol' (in via Lamioni)
'u R'ss'liegghij' (alla Ripa)
'i Pint' (in via Posterla)
Masceppa (in via Fontana)
Mandarin' (in via Concezione)
calitri tradizioni
PASTIFICIO
A Calitri già nel 1749 esisteva un’attività manifatturiera della pasta, tramite apposite macchine a torchio che permettevano la diversificazione dei formati dei maccheroni, che, una volta tagliati, venivano stesi ad asciugare su apposite canne.
Il 26 settembre 1749 a Calitri, si presentarono dinanzi al notaio Rinaldi Eligio, il signor Giampietro Lo Franco di Serino, ed i fratelli Niccolò, Saverio e Giambattista Berrilli.
Questi ultimi acquistarono da Lo Franco per la somma di 100 ducati un “ordigno da far maccheroni” (appartenuto l’anno precedente a Donato Tozzoli), consistente in tutti i pezzi necessari alla manifattura della pasta.
Tale macchina era situata “nella casa bassa, o sottana avanti la chiesa parrocchiale di S. Canio” (si tenga presente che allora la chiesa era sita su un terrapieno corrispondente all’attuale Piazza della Repubblica), probabile primo sito dell’antico pastificio, nelle cui vicinanze le famose cannazze (ziti) venivano prodotte ancora nel 1840, nei locali di un tal Canio Capossela.