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Matrimonio
Un matrimonio degli anni '70
Un matrimonio degli anni '70
calitri tradizioni
Poi una donna più esperta (o una sarta) valutava il corredo: seduta ad un tavolo, esaminava le ceste di "panni" che le venivano portate, contando i capi e redigendo un documento con su scritto il valore complessivo del corredo.
Al calar del sole, terminato l'"apprezzo" dei panni, la famiglia della sposa offriva i "complimenti": acquavite e biscotti.
Il corredo veniva riposto in alcune ceste - bene in vista - e, sfilando per le vie del paese, veniva portato a casa dello sposo, ove la madre di lei riponeva i panni in un'apposita cassa, che, insieme al letto, era spesso l'unica mobilia.
Qui, inoltre, alcune donne aiutavano a preparare il talamo nuziale (in genere - ma non era regola fissa - le cognate delle due suocere, mentre il resto della famiglia assisteva, improvvisando balli e canti) guarnito con fiori e dolci, e venivano offerti ancora dolci e bibite, ed inoltre un cartoccij' (pacchetto di dolci) da portare ognuna alla propria famiglia.
A tal punto si preparavano i locali per la festa, occupando spesso più case nel vicinato; se le due famiglie avevano invitato un numero circa uguale di invitati ciscuna, la spesa era ripartita in due parti uguali, altrimenti si calcolava la spesa per ogni famiglia.
Il pranzo consisteva in: antipasto, cannazze (ziti), due portate di carne, vino e frutta; si provvedeva anche alla cuoca.
Terminati i preparativi, giungeva il giorno del matrimonio: verso le undici, parenti ed amici si recavano a casa dello sposo o della sposa (a seconda di chi li aveva invitati), poi lo sposo (e tutto il suo seguito) si recava dalla sposa per portarla in chiesa.