Un
matrimonio degli anni '40 |
|
| Il
tradizionale matrimonio calitrano era un rito cristiano e
pagano ad un tempo: cristiano per la cerimonia religiosa;
pagano per le danze propiziatorie attorno al talamo, per l'accompagnamento
della sposa nella nuova casa con torce e tizzoni, per i canti,
gli scherzi, le beffe, ecc. |
| Era
un evento importante sotto il profilo economico e sociale:
la famiglia di ciascuno dei due futuri sposi mirava a che
il/la figlio/a aumentasse – o quanto meno mantenesse
– la propria condizione socio-economica. |
Accadeva,
dunque, che alcuni matrimoni (e precedenti fidanzamenti )
fossero combinati dalle famiglie. |
| Una
signora anziana si recava dalla famiglia della sposa (in genere
dalla madre) per fare la 'mbasciata
(dichiarazione). |
| L'ambasciatrice
vantava le doti del giovane e il suo patrimonio, che era comunque
apprezzato; la cosa poi veniva discussa dalla famiglia della
sposa. |
| L'ambasciatrice
ritornava dopo alcuni giorni dalla madre della sposa per avere
risposta: se positiva, il fidanzato la domenica successiva,
accompagnato dai propri genitori, si presentava a casa della
fidanzata; se, invece, negativa, a seconda di come veniva
data, poteva suscitare diverse reazioni (risentimenti, risse
o delitti). |
| Il
fidanzato poteva far visita alla promessa sposa il sabato
e la domenica (alcuni ammettevano anche il giovedi) ad orari
stabiliti, ma agli incontri presenziava anche la famiglia
della sposa. |
| Era,
d'altro canto, proibito far visita allo sposo o passare per
la strada dove egli abitava. |
| Di
solito il fidanzamento durava pochi mesi, e sin dall'inizio
si stabiliva la data delle nozze (solitamente a settembre
- poiché i lavori nei campi erano sospesi - od anche
durante l'inverno, dopo la semina o dopo aver ammazzato il
maiale). |
La
fase successiva era la parlata
,
una sorta di contratto verbale, organizzato dalla famiglia
della sposa, cui assistevano tutti i parenti, e durante il
quale i genitori delle due parti comunicavano le donazioni
che intendevano fare; seguiva un lauto banchetto, che sanciva
l'accordo. |
| Dopo
queste pratiche preparatorie arrivava il tempo di cominciare
ad organizzare il matrimonio. |
|
| La
futura sposa, terminata, con l'aiuto di amiche e parenti, la preparazione
del corredo, faceva la nota degli invitati, divisi in tre categorie:
coloro i quali dovevano partecipare alla stima del corredo, gli
invitati del matrimonio, gli invitati del secondo giorno (quando
si faceva una tavolata di festeggiamento). |
| Tre
giorni prima del matrimonio si faceva l'apprezzo dei "panni":
i familiari della sposa preparavano tutto il corredo ponendolo ben
piegato all'interno di ceste, e gli invitati di ambo le parti dovevano
guardarlo e dire ciascuno la sua; unici maschi presenti, il padre
della sposa e lo sposo. |
|
|