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Magia
R' MASCIAR'
Le streghe (masciar') erano persone che avevano il potere di evocare forze diaboliche; agivano per proprio tornaconto, o su commissione, non solo facendo del male, ma anche liberando dal male.
Le streghe camminavano spesso in coppia, e la loro azione poteva essere annullata dalla presenza di un cane, o di qualcosa dell'animale (il cuoio o semplicemente le stringhe delle scarpe fatte con pelle canina).
Molte malattie - soprattutto dei bambini - erano attribuite a nefaste stregonerie: per la poliomielite, si credeva che le streghe torcessero gli arti dei bambini addormentati (per scongiurare questi rischi, nella culla venivano messi crocifissi, immaginette sacre, forbici); per la tisi, che avessero imposto una fattura di morte; le malattie dell'ittero (dette "male degli archi") erano attribuite all'arcobaleno o alla luna, e, indirettamente, alle streghe.
Per prevenire le stregonerie, prima di coricarsi (le streghe in genere agivano nottetempo), ci si cautelava adeguatamente.
Per evitare che le streghe entrassero in casa (attraverso il buco della serratura, o lo uattarul', la gattaiola), si soleva appendere dietro la porta una granata (particolare tipo di grossa scopa) composta da fili di saggina, poichè la strega era "costretta" a contarne tutti i filamenti e, contando, giungeva l'alba, ora in cui le streghe dovevano ritirarsi.
calitri tradizioni
"Masciara" nell'iconografia tradizionale
Due "masciare" nell'iconografia tradizionale
"Masciara" nell'iconografia tradizionale
calitri tradizioni
Venivano temute soprattutto perchè si credeva che esse, entrate di soppiatto nelle case, si affrettassero a guastà(deformare) i bambini che stavano dormendo nelle culle.
I genitori, dunque, si preoccupavano di l'gà (legare) i propri figli, avvolgendo intorno alla culla una lunga fune di canapa, e di adagiare sul pavimento una lucerna accesa che veniva coperta col m'zzett' (recipiente ligneo di forma cilindrica aperto in cima, utilizzato come unità di misura).
Durante la notte, appena i genitori avvertivano il respiro affannoso delle streghe (che tentavano di sciogliere la fune) sollevavano il "m'zzett'" e, al chiarore della lucerna, percuotevano sonoramente quegli esseri malevoli, costringendoli alla fuga.
Numerose famiglie ricorrevano alla "masciara" per tentare di guarire i loro figli, con sperpero di denaro e, nella maggior parte dei casi, senza alcun risultato reale; tuttavia, bastava un unico caso di guarigione, per far guadagnare alla strega fama e commissioni.
In genere, nella credenza popolare, una strega era davvero tale, se possedeva almeno uno dei seguenti requisiti: parlare con un tono di voce diverso da quello che le era usuale; parlare in una lingua che, risaputamente, le era sconosciuta; possedere una forza fisica straordinaria; temere gli oggetti sacri.