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Lavorazione ceramica
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.....Brocca di inizio '900
Piatto di inizio '900
Zuppiera di fine '800..
.....Brocca di inizio '900
Piatto di inizio '900
Zuppiera di fine '800...........
 
I fornaciai prelevavano le zolle di argilla dalle cave locali, le lasciavano essiccare, poi le frantumavano, setacciavano e impastavano.
Le argille erano adoperate per scopi diversi: quelle sabbiose e azzurre per la produzione di mattoni e tegole; quelle grigie per brocche, boccali (m'sc'tregghij', s'rol', cic'n', ecc.), vasellame e stoviglie; quelle rossicce, contenenti ferro, per la produzione di tegami e pentole resistenti al fuoco.
Nella fornace lavoravano tutti i componenti della famiglia, donne comprese, ed i segreti del mestiere si tramandavano gelosamente di padre in figlio.
La creta, dopo esser stata impastata, veniva messa a riposare in recipienti, dai quali veniva prelevata di volta in volta per essere lavorata con il tornio a pedale. I manufatti così ottenuti venivano essiccati al sole, indi cotti nelle fornaci.
Le fornaci erano di forma conica, coperte da una calotta sferoidale forata per il passaggio dei fumi. Ogni forno aveva un volume di 8 metri cubi circa ed una capacità da 3000 a 4000 pezzi di stoviglie assortite, consumando da 25 a 30 quintali di legna per cottura.
Per ottenere i pezzi finiti, occorrevano due cotture consecutive: una a biscotto e l'altra a smalti.
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Vaso del secolo scorso
Vaso del secolo scorso
Gli smalti utilizzati erano di due tipi: la pètana ianca per gli oggetti in argilla grigia, e la cristallina per gli oggetti in argilla rossa.
La "pètana ianca" veniva preparata utilizzando la silice quarzosa di Tropea, mista all'ossido di piombo e di stagno, in modo da conferire ai pezzi grande lucentezza. La cristallina era acquistata in polvere, e, mescolata con l’acqua, poteva essere subito utilizzata.
Fase successiva era la verniciatura "a bagno": i manufatti venivano immersi in alcuni recipienti contenente la vernice; quelli bianchi erano successivamente decorati.
I colori più usati erano il blu per i disegni geometrici; il giallo, il verde nelle sue varie gradazioni ed il rosso per i motivi floreali.
Decoro ricorrente erano i sing sing (segmenti, cerchi e greche) e la rosa mascarina, all'epoca unica rosa esistente in loco, richiamata anche nello stemma comunale.
Non mancavano, nei servizi decorati con stemmi gentilizi, alberi, leoni o altri animali nel tipico colore azzurro, ma si trattava di figure generalmente poco usate.
Stemma civico di Calitri
Stemma civico di Calitri
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