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Si
"ventila" il granturco |
| calitri
tradizioni |
| Per
preparare il terreno, si arava ad una profondità di 20/30
cm (mascesa) in autunno/inverno. |
| A
primavera, si spargeva il letame (cota),
e, verso Marzo, venivano sparsi i semi di granturco (gran'rinij');
in seguito, si arava di nuovo, così da ricoprire i semi ed
eliminare l'erba superflua. |
| Quando
le piantine si presentavano alte un palmo, si procedeva a sarchiare
(m'nnà); dopo un paio di mesi,
ogni piantina veniva circondata da un mucchietto di terra (cauzà),
per preservarla dal caldo. |
| Il
raccolto del granturco era effettuato ad Agosto/Settembre. |
| Con
la falce (fauc') si tagliavano le piantine
- composte da steli (p'nnacchij') e
pannocchie - per poi separare gli steli dalle pannocchie (str'zz'lià). |
| Steli
e pannocchie, raccolti e divisi, venivano fatti essiccare al sole.
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| Poi,
mentre gli steli si ardevano sul posto o venivano dati da mangiare
agli animali, le pannocchie (composte di chicchi e torsolo) venivano
separate dalle foglie (m'nnaglij',
sovente usate per riempire i materassi), nel processo detto dello
scuzz'là. |
| Quando
le pannocchie erano essiccate ed i chicchi duri, si battevano col
manganello (vatt' r' gran'rinij'),
si ventilavano (v'nt'là) e si
crivellavano col setaccio (cern'),
il tutto allo scopo di separare progressivamente i chicchi dal torsolo
(tuozz'l'). |
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