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Giochi calitrani
M'NA' TUOCCH' (fare la conta)
All'inizio di ogni gioco si elegge un capo a cui si deve obbedienza e rispetto, e che dirige, modera, richiama e impone dei pegni da pagare in caso di errori. La conta viene fatta, generalmente, sillabando cantilene o filastrocche - a volte senza senso - toccando i compagni disposti in circolo, da destra verso sinistra (il contrario porterebbe sfortuna!).

Le filastrocche più comuni, per la conta, sono:

Fierr' f'rrazz'
nu vov' e na vacca:
la vacca eia m'ngiuta e Pietr' eia curnut'
Ferro ferrazzo
un bue e una vacca:
la vacca è munta e Pietro è cornuto
oppure:
Vill' villut'
cavall' p'zzut'
chi fila, chi tess'
ra for' s' nn'ess'
Villo villuto
cavallo pizzuto
chi fila, chi tesse
fuori se n'esce
 
A LA MORRA
Corrisponde al "micare digitis" dei latini; consiste nell'aprire uno o più dita della mano, indovinando, contemporaneamente, il numero complessivo delle dita che i giocatori hanno aperto.
 
A PAR' E SPAR' (pari e dispari):
Il gioco è come quello della morra, però basta soltanto indovinare se il numero delle dita aperte è un numero pari o un numero dispari.
 
VOLA, VOLA LU CIUCCIJ' (vola, vola l'asino):
I ragazzi mettono l'indice su un tavolo e insieme a colui che dirige il giuoco devono sollevarlo solo quando viene nominato un animale volatile, in caso contrario si paga pegno.
vico Stanco
vico Stanco
MAN' MAN' ROSS' (mani, mani rosse)
Le mani dei partecipanti, avendo come base un tavolo, o più frequentemente la gamba di uno di loro, si posano alternativamente l'una sull'altra.
Chi ha la mano in fondo, la tira fuori e la pone, con una certa forza, sulla mano più alta e così via, sempre a ritmo più veloce, senza errori, altrimenti si paga pegno.
Una variante è quella di dare sul palmo delle mani dei forti colpi con un fazzoletto annodato ad un'estremità; ciò si fa per scagl'ndà r' man' (riscaldare le mani) nel periodo invernale.
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"In questa chiesa non si gode asilo" (scritta che campeggia sull'architrave di una casa in via Del Re)
"In questa chiesa non si gode asilo" (scritta che campeggia sull'architrave di una casa in via Del Re)