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Funerale |
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Un
funerale anni '60 |
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Intanto, fuori di casa, la gente parlava della malattia, delle reazioni
familiari, del testamento. |
| A
sera, dopo aver recitato il rosario, si andava a letto. |
| Il
giorno seguente, dopo una breve cerimonia in chiesa, il cadavere
veniva trasportato - accompagnato da parenti e amici - al cimitero.
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| Le
donne della famiglia avvolte in neri scialli, sorrette da amiche,
continuavano a gridare e a piangere lungo il percorso, mentre le
altre chiacchieravano fra loro. |
| I
funerali avevano luogo dopo tre giorni, durante i quali la famiglia
continuava a ricevere visite di condoglianze: la porta di casa restava
aperta, e chi entrava, salutava con la giaculatoria Gesummarìa
(Gesù e Maria), si sedeva in silenzio, rimaneva fermo
per un certo tempo, infine salutava come prima e andava via. |
| In
quei giorni erano i parenti più stretti a provvedere al cibo:
ad una certa ora, uno per volta, portavano 'u
cunsuol', segno grande e impegnativo (in un paese estremamente
povero, era un sacrificio notevole) di partecipazione al dolore
. |
| Le
visite di condoglianze cessavano dopo tre giorni, per essere riprese
il giorno festivo successivo alla disgrazia, quando la famiglia
andava in chiesa accompagnata da amici e parenti per ascoltare la
messa in suffragio, ed infine insieme tornare a casa. |
| Si
rinnovavano i pianti, le grida, i lamenti, che andavano placandosi
col passar delle ore; per tutto il giorno continuava il via vai
delle persone, che testimoniavano così la loro partecipazione. |
| Esaurita
questa "cerimonia", il cimitero era generalmente poco
frequentato, tranne che nel giorno di Tutti i Santi. |
| In
passato, ognuno pensava alla morte propria e dei propri cari da
vivo. |
| Il
Pio Monte dei Morti raccoglieva, per funerali e messe, somme considerevoli
dagli iscritti: con una cassettina a forma di teschio, ogni settimana,
uno dei confratelli andava di casa in casa a riscuotere le rate
dovute. |
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