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Forni pubblici
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Il Crocevia, sede del forno Maffucci
Il Crocevia, sede del forno Maffucci
Fino a qualche decennio fa, le donne calitrane impastavano da sè il pane vai a COME SI FACEVA IL PANE per la famiglia, portando poi a cuocerlo in forni pubblici, dislocati in varie parti del paese.
Per garantire il funzionamento del forno, esisteva un'organizzazione che coinvolgeva numerose persone, ciascuna delle quali aveva ruoli diversi e ben definiti.
Il fornaio, insieme ad altri uomini, provvedeva a procurare le frasche o le ginestre per alimentare il fuoco (i forni erano, all'epoca, esclusivamente a legna).
La fornaia provvedeva al buon funzionamento del forno: lo puliva con il mumm'l' (un palo lungo circa 4 metri con uno straccio attaccato alla punta), quindi infornava il pane con una pala di legno in modo da poter adagiare le panelle sino in fondo.
Sorvegliava inoltre la cottura, e, quando il pane era cotto abbastanza, rivoltava le panelle.
Dopo sfornato, il pane veniva portato alle clienti (in famiglia, erano le donne che si preoccupavano che non mancasse il pane) dalle f'rnaregghij' (aiutanti della fornaia) e, solo in pochi casi, dal fornaio stesso.
Le clienti pagavano ciascuna mezzo chilo di pizza non cotta a panella come noleggio del forno; a sera, dal totale del pane raccolto come prezzo del noleggio, venivano dati 3 chili al padrone del forno (che non necessariamente coincideva col fornaio), il venti per cento alla fornaia, e la parte restante al fornaio.
Le "f'rnaregghij'" (in numero di 2), "comandate" nella loro attività dalla fornaia, avevano il compito di avvisare la mattina presto (verso le 3) a domicilio le donne circa quando 'mbasta' (impastare) e quando shkanà (fare le forme di pane).
Dovevano, inoltre, portare le panelle al forno su di una tavola che poteva ospitarne sino a cinque o sei, recandola in testa dalle case delle clienti fino al forno, e, quando il pane era cotto, dal forno fino alle case delle clienti.
La f'rnaregghia veniva pagata dalla cliente con qualche chilogrammo di pizza fresca; le f'rnaregghij' e la fornaia lavoravano una settimana, poi lasciavano il posto ad altre donne, così da dare a più persone la possibilità di lavorare.
calitri tradizioni
Fra i vari forni presenti a Calitri, ricordiamo, in particolare, quelli di:
Maffucci (nei pressi del Crocevia) | Berrilli (in via S. Antuono) | Margotta (in c.so Matteotti)
ron Cicc' Papa (al Castello) | 'nzepp' (via Fontana) | Toglia (in via Concezione) | la verma (in via Concezione)
'u R'ss'liegghij' (sul Buccolo) | 'u Sciarp' (alla Croce) | Bozza - detto anche furn' a paglia o a la strata - (in c.so Matteotti)