Stemma
della famiglia Gesualdo |
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| Alla fine del XVI secolo, Calitri ed il suo castello furono
asseganti alla nobile famiglia dei Gesualdo, signori di numerose
terre fra la Campania e la Basilicata. |
| Calitri,
famosa per il castello “maestoso e commodo”, che
le antiche raffigurazioni mostrano cinto da una cortina di
mura e servito da un ponte levatoio, era considerata feudo
pregiato, che veniva concesso in beneficio solo a famiglie
di antica nobiltà e di provata fedeltà al sovrano.
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| Nel 1494 Luigi III Gesualdo, conte di Conza, si ribellò
al re Alfonso II d’Aragona, che in risposta ordinò
la confisca di tutti i beni del conte, tra cui la terra di
Calitri. |
| Solo nel 1506, dopo essersi sottomesso al nuovo re Ferdinando
il Cattolico, Luigi Gesualdo riebbe i suoi feudi. |
| Il Cinquecento fu il secolo di maggior splendore per i Gesualdo,
che con un’abile politica di alleanze e matrimoni riuscirono
ad accrescere la potenza della famiglia. |
| Nel 1543, Luigi IV, grazie alla dote della moglie Isabella
Ferrilli, figlia del conte di Muro, acquistò il feudo
di Venosa, e nel 1561, dopo il matrimonio del primogenito
Fabrizio II con Girolama Borromeo, sorella dell’arcivescovo
di Milano Carlo Borromeo e nipote di Papa Pio IV, ricevette
il titolo di principe. |
| Durante il XVI secolo, il castello di Calitri perdette l’originario
carattere militare per assumere l’aspetto di una sfarzosa
residenza patrizia e divenne l’abitazione preferita
di molti componenti della famiglia. |
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