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Famiglia
Armiento |
| calitri
tradizioni |
| La
famiglia calitrana era organizzata secondo rigidi schemi patriarcali,
al punto che la scelta del nome da imporre ai figli era dettata
da un rigoroso criterio di precedenza: al primo posto i nomi dei
nonni paterni, al secondo quelli dei nonni materni. |
| Poichè
la prole era in genere abbastanza numerosa, esisteva anche la possibilità,
per chi l'avesse voluto, di rendere un riguardoso omaggio tanto
a qualche parente importante (o particolarmente affezionato, o prematuramente
morto), quanto al santo patrocinatore della famiglia, che spesso
si identificava nel protettore - San Canio - o nella Madonna. |
| Essendo
povera, la maggior parte delle famiglie viveva insieme agli animali
all'interno di abitazioni composte da un'unica grande stanza. |
| Era
usanza che i figli maschi sposati convivessero con i genitori, dando
vita a famiglie "allargate" molto numerose. |
| Venivano
considerate "di famiglia" anche persone con le quali si
creavano vincoli affettivi stretti (ad esempio gente del vicinato). |
| C'era,
in generale, grandissimo rispetto per gli anziani: non a caso, a
tutte le persone di una certa età , ci si rivolgeva con l'appellativo
di zì o zia
(zio o zia) prima del nome proprio. |
| Ogni
famiglia aveva uno stuort'nom' (soprannome),
tramandato di padre in figlio; i soprannomi erano più importanti
dei cognomi, poiché identificavano univocamente, consentendo
così di distinguere anche famiglie che avessero il medesimo
cognome. |
| Nell'economia
domestica, il padre si occupava di procurare le risorse necessarie
al sostentamento familiare, spesso aiutato nell'opera anche dalla
madre e da chiunque, all'interno della famiglia, fosse in grado
di contribuire a migliorarne le condizioni economiche. |
| Alla
madre e - in misura minore - alle donne più anziane facenti
parte del nucleo familiare (nonne, zie più o meno dirette)
spettava l'educazione dei figli. |
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