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Emigrazione
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Particolare del Monumento all'Emigrante
Particolare del Monumento all'Emigrante
Pololazione residente a Calitri fra il 1861 ed il 2001 (fonte ISTAT)
Pololazione residente a Calitri fra il 1861 ed il 2001 (fonte ISTAT)
A Calitri, l'emigrazione a carattere permanente (diretta essenzialmente verso gli USA) iniziò verso il 1880, con un certo ritardo - che si sarebbe registrato anche nella seconda ondata migratoria, alla fine del secondo conflitto mondiale - rispetto agli altri centri della zona: le ragioni di ciò sono da ascriversi principalmente allo stato di estrema miseria esistente nei paesi del circondario ancor più che a Calitri.
Tuttavia, una volta innescatosi, il fenomeno migratorio raggiunse le dimensioni di un vero e proprio esodo: tra il 1886 ed il 1915, i calitrani emigrati raggiunsero le 4131 unità, su una popolazione oscillante tra un minimo di 6974 ed un massimo di 7745 abitanti.
Al termine della I guerra mondiale, l'emigrazione verso gli USA riprese, ma con intensità minore rispetto al passato, a causa della limitazione all'immigrazione imposta dal Congresso americano nel 1922 e della recessione innescata dal tracollo economico del 1929.
Dopo il II conflitto mondiale, l'emigrazione transoceanica si orientò principalmente verso il Sudamerica (Venezuela ed Argentina in primis); alcuni emigrarono anche in Australia e Canada.
Flussi migratori, inoltre, si diressero verso l'Europa Occidentale (Svizzera, Germania Federale, Olanda, Belgio, Francia) ed il nord Italia.
Oggi l'emigrazione (diretta verso l'Italia centro-settentrionale) è una piaga che priva Calitri di giovane forza lavoro qualificata (diplomati e laureati).
Col passare degli anni, molti emigrati riuscirono ad ambientarsi, altri invece vagarono, perseguitati dalla miseria ed assaliti dalla nostalgia per la propria terra d'origine.
 
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