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Costume maschile
Il tipico costume calitrano maschile
Il tipico costume calitrano maschile
Il costume calitrano maschile - in genere meno considerato rispetto a quello femminile - era curato, anche se simile a quello tipicamente utilizzato in tutto il meridione d'Italia.
Cominciando dall'alto, si componeva di un cappello di lana, in genere scuro (cappiegghij'), o di una coppola (copp'la), d'estate, spesso sostituiti dalla paglietta (paglietta).
Il cappello era, per lo più, fornito di un nastro (f'ttuccia) che scendeva sotto il mento, per evitare che, quando c'era vento, il cappello volasse via.
C'era poi la camicia bianca (cammisa), in cotone generalmente tessuto al telaio a Calitri, che attorno al colletto recava nastrini colorati tessuti al telaio (zahaglia).
La giacca con bavero stretto (o il corto farsetto) era di color marrone, molto aderente (capàn'), solitamente di lana di pecore nere.
Fra giacca e camicia, si frapponeva una casacca di lana bianca priva di fodera e tasche, piuttosto lunga (sottacamm'sola), oppure il panciotto (camm'sola), a doppio petto e assai corto, all'inizio di colore verde, poi nero.
I pantaloni (vrack') erano aderenti, di velluto scuro, lunghi fino al ginocchio (cauzun' a la zuarra); proprio all'altezza delle ginocchia, i pantaloni avevano tre o quattro bottoni.
Subito al di sotto, c'erano gli stivali (st'val'), scuri, di lana, o - per i più benestanti - di velluto; quasi all'altezza del ginocchio, gli stivali culminavano con altre "zagaglij'".
Fra i pantaloni e gli stivali si intravedevano le calze bianche, in cotone o lana (cauzett').
D'inverno, sopra la giacca, s'indossava una sorta di mantello in lana (cappott' a rota) tenuto legato da fibbie (acciapp').
Fino alla prima metà del '900, le scarpe erano di due tipi: a p'rsian' e a cuturr' (le prime composte, nella parte anteriore, di due pezzi; le seconde, di un pezzo unico).
Di solito, i lacci (crusciul') erano di pelle (anche canina).