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Calitri. Panorama di fine '800
Calitri. Panorama di fine '800
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Le origini di Calitri si perdono nella notte dei tempi: il suo territorio – come dimostrato dal ritrovamento di reperti archeologici dell'età neolitica – fu abitato sin dal V – III millennio a.C., costituendo una importante via di comunicazione fra la costa tirrenica e quella adriatica.
Il nome "Calitri", simile a quello di altri paesi (Velletri, Sutri, Cerveteri, ecc.) indurrebbe a credere che dal VII al V secolo a.C. vi furono insediamenti etruschi in Alta Irpinia.
Plinio il vecchio (23-79 d.C.), elencando le popolazioni, parlò della colonia degli "Aletrini".
In seguito, dissoltesi le nebbie dei secoli altomedievali, Calitri fece parte del Gastaldato di Conza durante il dominio longobardo, per poi passare (nel 1076) tra i territori occupati da Roberto il Guiscardo.
Nel 1239, dopo la morte di Raone di Balvano, Calitri appartenne al regno di Federico II, imperatore di Svevia.
Subita la dominazione degli Angioini e degli Spagnoli, il feudo di Calitri passò nel 1693 a Francesco Mirelli.
Alla fine del '700, ad opera di Angelo Duce, detto Angiolillo vai a IL BRIGANTE ANGIOLILLO, iniziarono le azioni di brigantaggio, proseguite nell'800 ad opera di altri.
Guidava i briganti Carmine Donatiello, detto Crocco, bandito deciso, feroce, ma pieno di fascino.
Entrato in Calitri nel 1861, alla testa di 800 persone (renitenti alla leva, delinquenti comuni e nostalgici del Regno dei Borboni) subì una dura sconfitta ad opera della popolazione calitrana insorta e dell'esercito piemontese.
Alla fine dell' '800, molti calitrani emigrarono oltreoceano (prima in America del Nord, poi, dal 1950, in Australia ed America del Sud).
Più recentemente, l'emigrazione si è diretta verso i paesi europei (Svizzera, Germania, Francia in primis) e nel settentrione d'Italia.
Il sisma del 23/11/80 ha alterato la fisionomia urbanistica e le peculiarità sociali del paese.