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Castrum Calitri
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Il Castello nell'incisione del Pacichelli
 Il Castello nell'incisione del Pacichelli
Il castello di Calitri, così come rappresentato nell'incisione del Pacichelli pubblicata nel volume "Il Regno di Napoli in prospettiva" nel 1702, era un'imponente costruzione con quattro grosse torri angolari, contrafforti ed altre opere di fortificazione, con l'accesso principale disposto sul versante sud-est di una delle colline che dominano le valli dell'Ofanto e del torrente Cortino.
Tutta la facciata nord, articolata in due massicce cortine murarie emergenti, era costruita sul costone a picco di arenarie stratificate di oltre settanta metri di altezza.
D. Castellano, che lo visitò nel 1691, nella "Cronista Conzana" ne fa una descrizione dettagliata.
Egli parla di "un famosissimo castello carico di abitazioni circa a 300 camere, che vi possono comodamente stare cinque corti di Signori, ben munito di due ponti a levatoio con bellissimi bastioni, atteso detto castello sta posto sopra un monte, e guarnito di tutte le comodità et alta terra è tutta morata ed ha quattro porte, che si rende assai sicura".
Non si hanno notizie del "Castrum Calitri" in epoca altomedioevale (VI-XI secolo), quando la città di Conza, a cui esso apparteneva, divenne capoluogo del vasto gastaldato longobardo situato ai margini sud-orientali del Ducato di Benevento, a cavallo delle valli dell'Ofanto e del Sele.
Dal 1076 al 1140 Calitri fu castello feudale dei Guiscardo, che occuparono Conza e i suoi castelli, segnando l'inizio del dominio normanno.
Divenne, successivamente, feudo in demanium o in capite dei Balbano dal 1140 al 1239.
Il Castrum come ricostruito dal colonnello Cerrata
Il Castrum come ricostruito dal colonnello Cerrata
L'esistenza del castello è documentata poi nel XIII secolo: risulta dagli "Statuta officiorum" del regno svevo pubblicati dal Winckelmann che, nel 1240, esso, appartenente al demanio imperiale, fu sottoposto ad interventi di riparazione ed adeguamento delle strutture difensive, nell'ambito del programma federiciano di miglioramento dell'edilizia fortificata in Italia meridionale.
Al momento dell'occupazione angioina, il "Castrum Calitri" era uno dei circa quaranta castelli agibili esistenti nel giustizierato del "Principato e Terra Beneventana".