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Calitri tra l'8 ed il 29 Settembre 1943
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Il podestà attorniato da fascisti
Il podestà attorniato da fascisti
calitri tradizioni

L'8 settembre era giorno di festa a Calitri perché in questo giorno, ogni anno, si festeggia l'Immacolata Concezione, alla quale i calitrani sono particolarmente devoti.

Quella volta, quando la radio annunciò che l'Italia aveva chiesto l'armistizio, le campane delle chiese squillarono a festa più a lungo del solito, poiché si credeva che la guerra fosse finita, e che i soldati sarebbero presto tornati a casa.
Nessuno immaginava che la guerra sarebbe continuata e che si sarebbe combattuta anche a Calitri.
Gli americani, infatti, sbarcati a Salerno, inseguivano i tedeschi ritirata e questi, per contrastare l'avanzata alleata, facevano saltare ponti, strade ferrate e acquedotti che trovavano sul loro cammino.
Quando i tedeschi in ritirata arrivarono a Calitri dalla Sella di Conza (da cui sarebbero poi venuti anche gli americani), non furono male accolti dalla popolazione del paese, eppure minarono il ponte della ferrovia Rocchetta S. Antonio - Avellino sul torrente Ficocchia, il ponte sul fiume Ofanto, la fabbrica di laterizi S.A.L.C.A. e l'officina che pompava l'acqua nel serbatoio di Gagliano, che dotava del prezioso liquido il paese.

Per coprirsi la ritirata, i tedeschi piazzarono una batteria di cannoni antiaerei vicino al macello, sul dorso di Ripa di Mare (dove oggi ci sono delle case), e per proteggere detta batteria piazzarono una postazione di mitraglia nel boschetto di querce di Delli Liuni, a metà della strada che porta a Gagliano.

Fu messo anche un cannone alla fine di via De Sanctis (nei pressi di Piazza Martiri d’Ungheria), nella villa Polestra, un cannone nella pineta dietro il Tufo, e una postazione di mitraglia nel Visciglito, per paura che gli alleati venissero dal torrente Cortino.