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Il brigante Crocco
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La guerra civile, perché questi sono i caratteri che drammaticamente assunse quella rivolta, durò oltre cinque anni ed interessò tutta la Basilicata e le regioni limitrofe.
L'alveo delle forze dei briganti divenne il Vulture ed il suo capo più rappresentativo fu Carmine Donatelli detto Crocco, originario di Rionero in Vulture.

Fuoriuscito dall'esercito borbonico perché reo d'aver ucciso un compagno, Crocco aveva partecipato ai moti unitari del '60 ma non avendo ottenuto l'amnistia preferì al processo la strada dei boschi.

Crocco riuscì ad aggregare un esercito di oltre 2000 uomini, la maggior parte dei quali contadini disillusi e minacciati dalle ordinanze del Governo pro-dittatoriale che prevedevano la pena di morte per chi partecipava ai moti di occupazione e rivendicazione delle terre.
Le ostilità si aprirono l'8 aprile del 1861 con l'assalto a Ripacandida, seguito da quello di Venosa, dove trovò la morte Francesco Saverio Nitti.

L'occupazione si diffuse nel Vulture e talvolta i briganti vennero accolti come liberatori dalle popolazioni affrante e sopraffatte dalla miseria.

Nell'ottobre del 1861, dopo l'assalto a Ruvo del Monte ed il violento scontro accaduto in agosto con i reparti dei Bersaglieri fra Avigliano e Calitri, ai briganti di Crocco e Ninco Nanco si affiancò Josè Borjes, il generale catalano spedito alla ventura nel tentativo di rinfocolare la reazione borbonica nel Mezzogiorno.
L'impresa di quest'ultimo fu, tuttavia, inutile e disperata, poiché, seppure cercò per diversi mesi di guidare la rivolta al fianco di Crocco, dovette prendere atto della sostanziale indifferenza dei briganti agli astratti programmi politici di restaurazione borbonica.
Dopo aver fallito il tentativo di occupare Potenza nel novembre del 1861, Borjes fu disarmato ed allontanato da Crocco, morendo poi fucilato dai bersaglieri presso Tagliacozzo l'8 dicembre dello stesso anno.
Nella primavera successiva, trascorso l'inverno negli impenetrabili rifugi del Vulture, i briganti tornarono all'attacco e nel 1862 la lotta si fece agguerritissima al punto che in agosto il governo proclamò lo stato d'assedio.
Il brigante Carmine Donatelli, detto Crocco
Il brigante Carmine Donatelli, detto Crocco
Proprio in quel periodo, tramite la mediazione di autorevoli esponenti della borghesia locale si era giunti ad un accordo con Crocco ed altri 500 briganti, convinti ad abbandonare il campo con promessa di rifugio sicuro su un'isola.
calitri tradizioni
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COME DIVENNI BRIGANTE
file PDF
Autobiografia di Carmine Donatelli detto Crocco a cura di Mario Proto
file PDF 278 kb