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Approvvigionamento
idrico |
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| Un'anziana
beve alla Fontana del Fico |
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| Nel
1860, la popolazione di Calitri poteva approvvigionarsi
d'acqua (utilizzata per bere e cucinare) ricorrendo
a piccole sorgenti d'infiltrazione che scaturivano
ai piedi della collina, in località Pozzo
Salso e Fontana. |
| Nel
tenimento del Comune, vi erano, tuttavia, altre
fontane: Fontana del Fico, Fontana di Savuco, Fontana
della Noce, con vasche per abbeverare il bestiame,
oltre ad alcuni pozzi (Pozzo di Varrillo e Pozzo
di Monsignore). |
| In
casa, l'acqua sorgiva veniva depositata all'interno
di un recipiente di terracotta (s'rola)
di capacità variabile (in genere di circa
due quintali). |
| Suppliva,
per lavarsi e per fare il bucato, l'acqua piovana,
che veniva raccolta tramite cisterne site all'interno
delle case o dei frantoi (sul castello era famosa
la cosiddetta Cisterna del Principe); chi non aveva
cisterne ricorreva ad altri recipienti. |
| Nel
1881 l'Amministrazione Comunale diede incarico all'Ing.
Vescovali di effettuare una ricognizione in tutto
il territorio del Comune, ma non venne rinvenuta
alcuna vena d'acqua sorgiva sufficiente. |
Nel
1896 il Comune intraprese trattative per convogliare,
con un acquedotto, le acque di una sorgente che
si trovava nei pressi di S. Andrea di Conza. |
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Venuta
meno questa possibilità, fu messo allo studio il progetto
di un altro acquedotto che, con una condotta di circa due chilometri,
avrebbe portato a Calitri l'acqua della sorgente di S. Gregorio
(località nella valle del torrente Ficocchia). |
| Intanto,
in Parlamento si discuteva di un progetto di legge riguardante la
costruzione dell'Acquedotto Pugliese che doveva portare l'acqua
delle sorgenti del Sele alla Puglia, mediante una galleria che passava
a pochi chilometri da Calitri; il Consiglio Comunale inoltrò
al Ministero dei Lavori Pubblici un'istanza in cui si chiedeva di
ammettere Calitri nei paesi che avrebbero beneficiato dell'Acquedotto. |
| A
seguito dell'interessamento dell'On. Luigi Capaldo e del Ministro
dei Lavori Pubblici, Francesco Tedesco (di Andretta), venne introdotta
nell'apposita legge n° 425 del 2010611902, all'art. 14, la clausola
che Calitri avrebbe potuto ottenere una diramazione dell'Acquedotto. |
| I
lavori andarono comunque a rilento e soltanto nel 1917 l'acqua scaturì
dalle prime tre delle otto fontane contrattate. |
| Seguì
un'interruzione a causa della Prima Guerra Mondiale, e le altre
cinque fontane pubbliche furono attivate solamente nel 1919. |
| Nel
1946, il Comune fece costruire nei pressi della chiesa di San Berardino
un lavatoio pubblico, fornito di dieci vaschette in cui si poteva
lavare il bucato. |
| Le
donne, tuttavia, per avere sempre acqua limpida, lasciavano il rubinetto
perennemente aperto, con un conseguente spropositato consumo d'acqua;
proprio a causa di ciò, il lavatoio nel 1954 venne chiuso. |
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