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Allevamento domestico del maiale
Allevamento domestico del maiale
 
Nell' '800, a Calitri c'erano circa 20.000 capi di bestiame, che il 25 novembre, giorno della transumanza, erano condotti in Puglia dai vaccar' insieme al massar' (loro capo).
Oltre ai bovini, c'erano capre, pecore, maiali e vari altri animali d'allevamento (polli, tacchini, conigli, ecc.).
Muli, asini, cavalli e buoi aiutavano nel difficile lavoro dei campi.
I pascoli si estendevano vicino alle masserie; fino al 1811 erano considerati feudi, successivamente demanio comunale.
I più fra i contadini, che non possedevano pascoli, stipulavano un accordo - la "fida" - che li impegnava al pagamento di una certa somma per ogni capo di bestiame al pascolo nei campi demaniali.
D'estate il bestiame viveva all'aperto, in appositi recinti (iazz').
Il pastore ed il vaccaro trascorrevano il giorno solo con gli animali, portando con sé soltanto una piccola sacca con dentro del pane.
Al mattino mangiavano l'acqua sala (fette di pane bagnate nell'acqua bollente, salate, condite con sugna o lardo soffritto con peperoncino), a sera in genere una zuppa di cavoli, o di nuovo "acqua sala"; raramente si nutrivano con della m'scisca (carne secca).
Altra figura importante era quella del ualan', il quale accudiva i buoi, arava i campi, costruiva panche, cucchiai, mestoli, scodelle, ecc. in legno.
Fra i momenti più importanti della conduzione di un allevamento ricordiamo cagliatura e tosatura.
La cagliatura (quaglià) era un rito molto antico.